Aiutiamo un'amica in difficoltà

Questo è un messaggio di un membro del nostro forum,Veronica(Xelectra) che ha chiesto aiuto agli Xeniti per aiutare una sua amica in difficoltà.

ciao ragazzi, per la cosa che vi sto chiedeno ci vuole molta fiducia in me e in quello che vi sto raccontando:
a una mia amica, che fa parte del mio gruppetto della classe, è morta la mamma per tumore. la situazione non è delle migliori: lei abita lontano da scuola e si sveglia alle 6 per arrivare ha diciotto anni da 9 gg e nn può nenache prendersi la patente. ha una sorella che lavora per 500 euro al mesee ha la patente ma le serve per andare e tornare dal lavoro, anche quello lontanuccio da dove abitano.
la madre lavorava anche lei per non molto. andavano avanti 3 persone con 1500 euro al mese e una casa in affitto: un buco. il padre di loro due, quando questa mia amica aveva 4 anni maltrattava la madre e un giorno prese e se ne andò, da allora non hanno mai avuto sue notizie neanche sanno dove sia e con chi. la madre le ha lasciate con alcuni debiti che da sole con 500 euro al mese non possono riuscire a coprire. ora con una mia amica abbiamo deciso che per un paio di mesi, una settimana per una, ospitiamo questa mia amica. la sorella andrà da un'altra amica che ha una casa propria e dormirà sul divano. così facendo ovvieranno alle spese primarie: pasti e un posto dove stare tranquille senza pensare troppo all'affitto. con chi ha in propietà la casa hanno deciso di nn fare pagare loro l'affitto x il periodo in cui non sfruttano il locale dove stavano con la madre. il problema è questo: dopo sti' due mesi dovranno trovare a ricomnciare una vita e senza una base economica sarebbe difficile. a scuola abbiamo deciso di indire una raccolta fondi. purtroppo facneod l'ultimo anno la mai amica nn può lavorare, perderebbe l'anno facendo il classico è impegnativop e almeno per quest'anno vorremmo assicurarle una base economica che le permetta di studiare tranquilla. con i soldi della sorella si cercherà di ovviare alle spese primarie, però hanno bisogno di un grande aiuto.
adesso sto facendo un giro dei negozi nella mia città e spero di raccogliere abb soldi. ora ecco a voi la richiesta: se unite le forze che contraddistinguono l'animo caritatevole degli xeniti, che si aiutano sempre l'un l'altro come avvenuto in molte occasioni, potreste anche darmi un ulteriore aiuto. anche un solo euro a persona chiedo ma un euro in più è molto per queste due ragazze e soprattutto per me xkè spero davvero di fare il possibile x questa mia amica. è difficle chiedervi sta' cosa soprattutto accettarla da parte vostra. ma qui ci sono perosne che mi conoscono e sche spero credano in quello che ho raccontato, e che magari avendone la pssibilità lo trasmettino anche agli altri xeniti nel mondo affinchè con anche un solo euro a testa si possa fare la differenza per due ragazze a cui è stato strappato l'unico appiglio morale e economico, dato che solo uno zio che però non sembra tanto incline ad aiutarle.

vi prego prendete a cuore sta' situazione e agite da xeniti quali siete, ve lo chiedo col cuore

Ecco come si può aiutare:

La sottoscritta Laura Virli, dirigente scolastico e rappresentante legale di codesto Istituto informa che è possibile versare un contributo sul

c/c n. 81846008 intestato a: I.I.S. “VIA PIETRO NENNI” Pomezia

con CAUSALE: solidarietà Xeniti per Cristina



Riferimenti istituzionali:

Istituto d’istruzione superiore “Via P. Nenni” - Pomezia

Liceo Scientifico “B. Pascal” (sede associata) - Liceo Classico “Via P. Nenni” (sede associata)

Via Pietro Nenni, 48 - 00040 - Pomezia tel. 069123126 - fax 069104374

E-mail: rmis064003@istruzione.it Sito internet: www.liceoblaisepascal.it



Lucy Lawless Feel the love Day




Dal 2006 ogni anno il 17 Settembre i fan di Lucy hanno creato il Lucy Feel The Love Day, una tradizione che credo continuerà per molto.
Il Feel the Love day consiste nel dare una mano ad un'associazione benefica a scelta, sia vicino a casa tua, sia un'organizzazione cara a Lucy.
Persino Lucy quest'anno in uno dei suoi messaggi ha detto che si impegnerà per il Feel the Love Day, e lo sta facendo con Starship, Greenpeace e Paw Justice.
Qui c'è un articolo che parla del Feel The Love Day, con una foto di Lucy:

http://jollypeople.com/blog/2009/09/12/lucy-lawless-day/

Paw Justice

Pagina di Ausxip dedicata al Feel the love Day:

http://www.lucylawless.info/events/Feel_The_Love_Day/index.php

Pagina di Starship dedicata al Feel the Love Day, dove si possono fare donazioni a Starship in nome di Lucy:
http://www.fundraiseonline.co.nz/feelthelove/

Messaggio di Lucy su Greenpeace dove menziona il Feel the Love Day:
http://www.lucylawlessfanclub.com/

Una delle iniziative di Lucy per il Feel the Love Day è proprio Greenpeace Sign On:
http://www.signon.org.nz/

Lucy si impegna per un mondo migliore. Diamoci da fare anche noi.
Se potete partecipate al Feel The Love Day, aiutate chi potete, è una cosa bella e gratificante, e vi fa sentire bene con gli altri e con voi stessi.



Lucy Lawless: Five Days in Bangladesh

Nel Gennaio del 2005, Lucy Lawless è andata in Bangladesh, per conoscere Evan Banik, il ragazzo che ha adottato a distanza 10 anni prima. Lucy inoltre ha viaggiato per il Bangladesh insieme ad una guida per mostrare la povertà di quel paese. E' andata a trovare una famiglia che ancora non era stata toccata dal progetto di World Vision: li Lucy ha visto cosa vuol dire veramente essere poveri, soprattutto per persone che pensano di avere tutto, e ha pianto per un bambino gravemente malato che lei stessa ha preso in braccio.

Per vedere i clip di questo documentario andate qui:

http://lucylawless.info/documentaries/world-vision/index.php

E' possibile acquistare i DVD qui:

http://www.worldvision.co.nz/cat_education.asp?cgid=27&cvm=1&coid=17255

Resoconto del DVD: Lucy Lawless Five Days in Bangladesh



Il 31 Gennaio 2006 dalle 7,30 alle 8,30 di sera è andato in onda in Nuova Zelanda un documentario dal titolo Lucy Lawless: Five Days in Bangladesh. Il documentario parla e mostra le immagini del viaggio che Lucy Lawless,attrice Neozelandese famosa per il ruolo di Xena: The Warrior Princess, ha fatto nel Gennaio 2005 per andare a trovare un ragazzo di nome Evan Banick che lei aveva adottato a distanza 10 anni prima, grazie al progetto World Vision.

World Vision è un’organizzazione cristiana, non a scopo di lucro che si occupa di sostenere i paesi in via di sviluppo, attraverso donazioni e adozioni a distanza .

Il documentario si apre con un’introduzione, dove Lucy spiega cosa l’ha spinta a fare ciò che ha fatto. Sin da piccola Lucy ha imparato dai suoi genitori ad aiutare il prossimo. Vicino casa c’era una cassetta per fare donazioni ai bambini meno fortunati. 10 anni fa Lucy ha visto un volantino di World Vision e ha adottato un bambino a distanza. Il suo nome è Evan Banick, ora 15enne. Lucy è ansiosa di andarlo a trovare poiché non lo ha mai visto, ne lui conosce lei.

Dopo questa breve introduzione inizia il viaggio di Lucy. La vediamo all’aereo porto del Bangladesh dove un gruppo di bambini e volontari di World Vision l’accolgono con gioia. Un rappresentante di World Vision in India le farà da guida e da traduttore lungo il suo viaggio.

La sua prima tappa è una visita ad un istituto per bambini abbandonati, sostenuto da World Vision. Li Lucy vede cosa fanno i bambini durante il giorno e fa delle domande. Qui scopre che le bambine per strada sono più a rischio dei maschietti. Poiché mentre i ragazzi imparano a difendersi, le bambine sono più soggette ad abusi. Dopo le domande Lucy si mette a giocare un po’ con quei bambini, e stavolta son loro a farle delle domande. Quando una bambina le chiede cosa c’è di speciale in Nuova Zelanda, Lucy risponde scherzando “me”.

La sua seconda tappa è la stazione del Bangladesh, qui Lucy vede dei bambini che ci vivono poiché non hanno altri posti dove stare. Lucy incontra anche una bambina che vive li in stazione, e le fa qualche domanda. Qui scopre che i bambini molto spesso subiscono abusi dagli adulti. Lucy poi chiede alla bimba come mai è andata via di casa e la bambina risponde “Perché mia madre mi picchiava”. A quel punto Lucy con tenerezza abbraccia la bambina, facendole appoggiare la testa sulle sue gambe (solo a parlarne mi vengono le lacrime).
Lucy poi va un po’ in giro con questa bambina tenendola per mano e facendole un po’ di compagnia.

La terza tappa di Lucy è una visita ad una famiglia poverissima:queste persone non sono ancora state raggiunte dal progetto World Vision. La famiglia è formata di 4 persone, madre, padre e due figli. Uno di questi è una bambina di nome Bina. Il padre è un bracciante, ma i soldi che porta a casa non sono abbastanza. Bina ha 7 anni ed è costretta a lavorare per portare un po’ di soldi in più. La bambina mangia una piccolo pasto al giorno, e ha una tosse terribile. Il fratellino di Bina, che ha 4 anni ha un serio handicap mentale. La pelle del bambino e putrida e puzza, evidentemente non viene mai lavato. Ma Lucy coraggiosamente lo prende in braccio, mentre la sua guida le spiega la situazione di questa famiglia. Lucy si rende conto che il bambino che tiene in braccio e seriamente malato e chiede “Quanto tempo gli rimane”? La risposta purtroppo non l’ho capita. Ma mentre la sua guida parla, Lucy lascia andare il bambino. E dopo un po’ le spuntano le lacrime sul viso. Per non farsi vedere piangere da Bina e da sua madre, Lucy si alza e si allontana. La telecamera la segue, Lucy piange. Il bambino che teneva in braccio prima pesava la metà di suo figlio Judah, nonostante fosse di un anno più grande, lo stato di quel bambino, di Bina e della sua famiglia l’ha scioccata.
Lucy smette di piangere e torna a sedersi. Li continua a fare delle domande, e scopre che è proprio a causa della povertà che il fratellino di Bina è ridotto in quel modo. Infatti quando la mamma era rimasta incinta, non avendo soldi, non poteva andare dal dottore per visitarsi, non faceva una dieta appropriata, e questo ha creato l’handicap nel bambino prima che nascesse. Il fratellino di Bina è nato così e la povertà ne è la causa principale.
La guida di Lucy chiede a Bina di portarle qualcosa. La bambina va e ritorna con un mazzo di fiori raccolti. Prende una margherita gialla e la mette tra i capelli di Lucy che la ringrazia con affetto.
Lucy lascia quella famiglia con la tristezza nel cuore, e va a visitarne un’altra, anche questa povera.

La Quarta tappa di Lucy è quella di visitare il luogo dove i bambini son costretti a lavorare sin da piccoli. Li i bambini devono portare dei mattoni sulla testa e più ne portano più vengono pagati. I mattoni li devono fare e poi una volat fatti li devono scaricare su un furgone. Un lavoro piuttosto pesante per i bambini di quell’età.Li Lucy scopre che i più fortunati studiano 2 ore al giorno e per il resto lavorano.

La quinta ed ultima tappa di Lucy è la visita a Evan. Il ragazzo adesso ha 15 anni, è in salute e grazie all’aiuto di Lucy e di World Vision è riuscito a continuare gli studi, e a guarire da una malattia che aveva da piccolo. Adesso pianifica di andare all’università . Lucy sta un po’ con lui, gli fa delle domande, e scopre che se non fosse stato per il suo prezioso auto, lui non sarebbe li adesso, con una bella casa e una famiglia accogliente, pieno di salute e desideroso di imparare.
Lucy gli chiede se sa qualcosa di lei, ma lui ovviamente non sa che Lucy è diventata famosa per aver interpretato Xena. Lei gli dice anche che ha girato degli episodi ambientati in India dove ha anche interpretato la dea Kali.(ref: The Way- stagione 4). Scoprendo che il suo sport preferito è il calcio, Lucy gioca un po’ con lui a pallone.
Poi una sorpresa per Evan, una bella bicicletta, naturalmente un regalo di Lucy. Poiché il ragazzo non ha mai pedalato una bicicletta in vita sua, Lucy sta un po’ con lui ad insegnarglielo, ma preferisce che sia il padre a continuare.
Arriva il momento dei saluti, Lucy è triste ma felice allo stesso tempo. Triste perché deve lasciarli, felice perché ha salvato una vita. Lucy saluta la famiglia di Evan e poi lo abbraccia.


A questo punto Lucy dice che farà da sponsor ad un’altra bambina, che ha 5 anni e si cha Fatima. La va a trovare e la prende anche in braccio.

Il suo viaggio è finito, da questo ha imparato molto. Ha imparato che la povertà ancora esiste ed è reale, e che è importante aiutare gli altri e World Vision ha mostrato che questo è possibile. Un’altra nota dolente da parte sua: prova vergogna ad aver detto che la cosa speciale riguardo la Nuova Zelanda era lei, ma non sapeva cos’altro dire, visto che in Nuova Zelanda la gente i soldi ce li ha. Il suo appello poi è quello di sostenere World Vision e di farlo con il cuore.


 Il Viaggio che ha cambiato la mia vita (scritto da Lucy Lawless)

Ho cominciato a sostenere Banick a distanza da quando è nata mia figlia ma le donazioni a distanza sono sempre andate avanti nella mia famiglia per tanto tempo. Quando ero bambina c’era una cassettina rossa e blu nella cucina che diceva: “Due centesimi per salvare delle vite”. La portavamo a scuola quando era piena di monetine da due centesimi. I miei genitori hanno ancora quella cassetta.

Sono stata molto privilegiata ad essere stata cresciuta in Nuova Zelanda con dei genitori buoni ed affettuosi. Eravamo una famiglia benestante di classe media ma molto più privilegiata rispetto al resto del mondo. Così sono voluta uscire fuori dal mio ambiente per aiutare qualcun altro. Non sapevo molto del Bangladesh quando ci sono andata, tranne che non volevo tornare a casa con la pancia piena di vermi!!!! So che viene colpito da terribili alluvioni e che politicamente è molto instabile.

Quando fai delle donazioni ad un’associazione di beneficenza, è molto raro che ti venga detto cosa succede ai tuoi soldi e dove vanno a finire. Di solito paghi e prendi le tue chance così è stato un vero privilegio per me andare a trovare Banik.

Ho sostenuto Banik da quando era un bambino molto piccolo e adesso è cresciuto diventando un giovane uomo. E’ un grande scolaro ed è molto bravo in matematica. Spera di poter andare all’Università per studiare Economia. Qualche anno fa lui ha avuto un problema di salute, che era una delle malattie più terribili che si possano pensare. Non ricordo il nome, ma è una di quelle malattie terribili che mangiano la carne. Lo staff di World Vision lo ha portato in India per curarlo. Quando ti ammali li,devi stare attento. La gente muore anche per piccole malattie.

Quando ho incontrato Banik e la su famiglia in Kaliganj, l’area poverissima in cui vivono, mi hanno accolto come se fossi un angelo. Per loro, il mio piccolo contributo era una cosa grande.Loro hanno provato una grande sensazione di amore e gratitudine, e questo mi ha molto lusingata.
Se non fosse stato per il mio supporto, per quello che i genitori mi hanno detto, Banik sarebbe morto. Anche se non si fosse ammalato, probabilmente sarebbe rimasto analfabeta, lavorando a chi sa quale lavoro manuale che avrebbe ottenuto. Il fatto che adesso può andare all’Università è fantastico.

Ero entusiasta di vedere come la sua famiglia è riuscita a mantenere il controllo della situazione.
Questo è parte di ciò che fa World Vision- spalanca gli orizzonti alla gente e da loro una possibilità di sognare. Quando una famiglia è concentrata solo ed esclusivamente a guadagnare qualche centesimo per comprare del cibo, i loro bisogni sono così grandi che non possono sognarsi neanche di pensare ad un’educazione. Dimenticati dell’Università quando stai cercando di guadagnarti una ciotola di riso per sfamare i tuoi figli.

Ho anche incontrato una bambina di nome Bina, anche lei dal Kaliganj, che non faceva parte del programma World Vision. Ho visto cosa significa per i bambini non avere assistenza a distanza.
Non l’ho presa molto bene- in effetti non sono riuscita ad andare avanti (qui parla del fatto che ha pianto, n.d.t.). Sua madre ha tre figli, e tutti e tre molto ammalati. La realtà è, che la gente ha molti bambini li perché la metà di loro muoiono o vengono abbandonati.

Ma c’è grande speranza per Bina- lei è una bambina bella e intelligente- così se possiamo mantenerla in vita e farla andare a scuola, allora forse qualcuno vorrà sostenerla a distanza e cambiare anche la sua vita.E’ da matti quando pensi che 10 Dollari alla settimana faranno una grande differenza- ed è così facile per un Neozelandese potersi permettere una tale somma.

Ho visto bambini di cinque anni che badano ai loro fratellini più piccoli, e tutti loro vivono per strada. Quei bambini erano completamente nudi, e non avevano neanche una scatola per coprirsi.
Ho visto quei bambini e ho pensato “La mia famiglia ha tutto in modo facile”

Dopo aver incontrato Banik, ho telefonato a mia figlia e lo ho fatto una ramanzina riguardo all’aiutare i suoi fratellini al mattino. Stavo quasi per minacciarla di punirla e non farla uscire il Venerdi sera, se non l’avesse fatto , anche se ero in Bangladesh !

Mi sono ripromessa che una volta tornata a casa avrei eliminato un po’ di cose inutili dalla nostra vita in famiglia. Adesso sto attenta che tutti noi contribuiamo al benestare della nostra famiglia.
Banik adesso è un giovane ometto ed è pronto a cavarsela da solo così sto trasferendo la mia adozione a distanza ad una bambina di nome Fatema.

Per molta gente in Bangladesh, la vita è basata solo sulla semplice sopravvivenza ed è orribile vedere tutto ciò. Quando la gente non mangia e non è in salute, farebbe cose senza senso come vendere anche i propri bambini- nel vero senso della parola. La gente è così occupata a sopravvivere che non ha spazio per l’amore.Per terribili e strazianti possano essere queste cose da vedere, io credo che questa esperienza mi abbia reso un essere umano migliore.

Lucy Lawless

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